Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo…

Lo sapevo. Lo sapevano tutti. Il momento fatidico è giunto questo pomeriggio. Mi arriva un messaggio “Dobbiamo parlare..”.
Non mi dilungherò troppo, in realtà non c’è nulla da dire e poco da spiegare, io resto dell’opinione che si tratti di una presa in giro. Una presa in giro perpetrata da gente che per scappare da un dolore bollente, purtroppo, in momenti di estrema debolezza (perché il dolore ti rende debole, ti mette in ginocchio) decide di affidarsi al primo cane che sembra possedere un minimo di potenziale per salvarti. Questa volta non voglio fare riflessioni in merito al mio ruolo. Non voglio sapere se mi sono imbattuto in un caso perso, se è stata la mia incapacità di gestire la situazione, o cosa… Devo seppellire il “perché” dentro la mia testa… Il motivo è semplice… Le cose succedono e basta. Non c’è una risposta. E quando si scatena il peggio non serve cercarne la causa, ma bisogna affrontare il dolore. Chi resiste al meglio ha vinto. Chi se ne frega ha vinto. Perché dal menefreghismo sgorgano le correnti di nuove vite. Il mondo girerà ugualmente, è il tuo approccio a fare la differenza, la tua reazione. Non puoi cancellare la sofferenza, è vero, ma puoi eluderla e alleggerirla in vari modi. Una sorta di fuga, si, ma che ti permette di riscoprire te stesso. Perché scappando trovi comunque il tempo di guardarti intorno. E spesso arrivi ad un punto considerevole.

Vorrei evitare di farne un dramma patetico come la mia prima relazione. Io credo di essere stato semplicemente ammaliato dalla bellezza e di non lasciarla più andare via. È l’astinenza da quella bellezza a farmi male, non lei in sé. Io e lei non c’entravamo proprio nulla. Lei era una persona indegna di me, questo lo sapevamo tutti, io in primis, ma ho voluto provarci comunque.
È stata una delusione… Ma devo ammettere che pensavo che l’avrei presa peggio. C’erano troppe cose che non andavano, anche il mio corpo deve averlo capito. Mi è rimasto un vuoto dentro, un tesoro a metà che sguscia via… Il problema è che adesso i miei standard estetici immagino che si siano alzati… Sta di fatto che l’assenza di quella bellezza adesso mi porta a desiderarne altra e ancora. Sono molto motivato a trovarmi un’altra ragazza e di mettermi di nuovo in gioco, per tirare fuori me stesso, con tutto quello che ho imparato nelle mie relazioni, e che continuerò a imparare vivendo. Perché l’unico modo per imparare è non sottrarsi alla vita e ricevere in faccia gli schiaffi che ci dà. E poi, come disse qualcuno, non è da giudicarsi un fallimento, è tutta esperienza. Sono quasi contento perché mi sento più leggero.
Questo è quello che penso, senza soffermarmi su cose inutili ragazzi, anche perché, sinceramente, è una storia finita che anzi non è mai cominciata, quindi non mi sembra proprio il caso di perdersi in chiacchiere che non risolverebbero nulla d’altra parte.
Spero di non svegliarmi domani o uno di questi giorni con l’angoscia nel cuore, disperandomi e venendo meno al buon proposito di affrontare questa rottura da uomini, perché io ci tenevo veramente tanto in realtà. Speriamo in bene…

Poesia scritta per amore

[Non pensavo che avrei mai fatto una cosa del genere, ma vabbè]

Sul mio silenzio
grava la tua voce

fior di carezze
gravano
sull’incertezza , la

tua , fiore
bagnato di
bellezza , sull’orlo

di un abisso
ricolmo di odio , risale

viscido sulla
pelle , ricolma di cuore

che batte , bellezza
nel flusso temporale

dei miei occhi , risale
la bellezza e

divora
il mio odio

ricettacolo di
amore sulla

pelle , incastonato
negli occhi

e vivo nella
pelle che si

mescola al
cuore negli
sguardi di

bronzi dipinti
a sangue sulla
terra , voci

di poesia
nel nulla , aspira

al nulla
la morte delle

stelle , noi , due
stelle contro

natura , pioggia di
sole sul bagnato

riscalda l’anima
del mondo

la mia voce che
grava sul tuo silenzio

Les Reveilles – I Risvegli

Sono veramente soddisfatto di questa poesia. Mentre la scrivevo, alle quattro del mattino, stavo malissimo perché ho ricevuto un messaggio che mi ha ucciso. Mi è venuto istintivo scrivere, probabilmente per anestetizzare il dolore. Credo che sia una delle migliori che io abbia mai scritto, ci sono alcuni passaggi che sono venuti veramente bene. Spiegandola alla mia ragazza ho esposto anche il mio modo di fare poesia, e questa è una cosa che non ho mai fatto neanche qui, forse, il ché è veramente grave, ossia il fatto che leggiate qualcosa senza sapere quali sono i principi che mi muovono nella scrittura. Pertanto darò spiegazioni anche qui.

CONCEPT E POETICA

Il testo è abbastanza vago e indefinito come al solito, ad ogni modo c’è un panorama di distruzione e un tipo che si sveglia all’improvviso. Quando scrivo, sia in prosa che in poesia, tendo a non specificare tempo e spazio perché il significato è qualcosa che va oltre. Spesso non spiego neanche le cause che hanno portato a determinate condizioni. Semplicemente apri gli occhi e ti ritrovi proiettato in quel mondo. Può essere una distruzione infernale o una pace idilliaca. Nella vita è più o meno la stessa cosa. Hai percezione e possesso solo dell’attimo presente, e nel momento in cui ti concentri a contemplarlo è come se il resto del tempo scomparisse per sempre. Ad ogni modo, questa persona, svenuta per terra, si risveglia e comincia a raccontare i propri impulsi e a parlare delle emozioni della vita, di romanticismo, follia, dramma eccetera. È una sorta di flashback in termini di sentimenti e sensazioni, che ho espresso in una forma altamente poetica e simbolica. Nulla di troppo chiaro ma qualcosa di suggestivo e vago che non condizioni per forza il pensiero di chi la interpreta. Io non voglio imporre la mia visione su nessuno, io parlo di quello che provo e sento di esprimere qualcosa di umano, che ognuno potrà interpretare a modo suo. Se si possono fare scoperte diverse dalle intenzioni che ho adoperato io per scrivere, ben venga. Una poesia non muore mai quando la si completa, ma persiste e da essa si può attingere in eterno per rinnovare il proprio spirito. Questo in linea di massima è quello che penso, ed in effetti era una premessa molto importante che sta alla base di tutto e che avrei dovuto spiegarti prima. Tutto ciò che scrivo va letto alla luce di ciò, eccetto alcuni pezzi di cui fornisco personalmente un’interpretazione ed è quella e basta, onde evitare che si dica altro.
E niente, in sostanza ‘sto tipo narra delle emozioni, delle sensazioni, la poesia, l’amore, la bellezza, la decadenza, la morte e poi lui stesso si accinge a morire
E ovviamente quello che dice rispecchia il mio pensiero e la mia esperienza.

LES REVEILLES

Bianco atroce
sul nero del
bruciato , la notte
scorre nelle vene
azzurre e pallide

la morte
ha martoriato
vittime sul
deserto

gli spiriti fugaci
nei luoghi
persi fra le
rimembranze

sfocati , sui confini
ideali che vibrano
sulla mia pelle , ardente
di passione

le parole
in rovina
ai piedi della bellezza

il poeta del dramma
decanta il suo inno
una voce disperata
persa nei molteplici rumori
della distruzione

cercherei
il suo sguardo
fra le folle di
tutti i tempi

che la Coscienza
scavalca per sentire
il mio respiro

e percepirne il
calore vivido e
affannato

sospeso
sulla soglia delle
incertezze e del

dolore che
bagnano il mondo

e tu
rinasci

dalle ceneri
del mio vissuto
un nido di caos e disordine
che risplenderà d’armonia

nell’erotico , drammatico
e compulsivo suono
del mare

il gusto per
la follia e il piacere
figli dei
fiori del male

ma io voglio
esser figlio
di libera dolcezza

librarmi in un’alba
di fuoco e precipitare
dal cielo uccidendoti
di amore

ma è tempo
di lasciar morire
questo sogno

ricoperto da
pianti di cristallo

abbandonandosi alle
infinite storie affamate
di esistenza

e allora
l’insensatezza sguscerà
via dal mio
corpo , in silenzio

lasciando resti di poesia
su questa culla di violenza

Cosa mi è successo. LEGGETE!!!

  • Devo fare una dichiarazione, tragica e non. Prego tutti di leggere questo post, perché ho bisogno di tutto il supporto e il sostegno disponibile, nonché di opinioni diverse.
    Forse avevo già accennato qualcosa, ora non ricordo, perché in questi giorni mi sto confidando con mezzo mondo.

    È probabile che io abbia avuto qualcosa di molto vicino ad un esaurimento nervoso. Purtroppo non sto scherzando e sono preoccupatissimo per le mie condizioni.

    Vi spiego tutto dall’inizio. Martedì, mentre stavo al computer, ho iniziato ad avere un giramento di testa. Nulla di eccessivamente grave, per cui ho continuato a fare ciò che stavo facendo. Poco dopo i giramenti si sono fatti più intensi. Ho iniziato ad avere mal di testa, mi dava fastidio la luce, avevo nausea e roba del genere. Non riuscivo nemmeno a camminare a momenti. Ora, dal momento che a volte ho sintomi di questo tipo (ma molto raramente) e quando vado a dormire passa tutto, sono andato a letto. Con mia grande sorpresa quando mi sono svegliato i sintomi erano ancora presenti.

    Sono stato tutto il giorno a letto e avrò dormito tre o quattro volte, ma i sintomi non andavano via. La sera miracolosamente sono riuscito ad alzarmi e a cenare, ma ho mangiato solo sei pennette in bianco, due morsi di pane e uno spicchio di mela. Ho preso una tachipirina e sono andato a dormire. Il giorno dopo presentavo gli stessi sintomi parecchio alleviati, ad eccezione del fastidio alla luce e ai rumori. Non ho dato molto peso alla cosa, pensando che in 2-3 giorni sarebbe passato tutto. E invece Domenica stavo ancora male (e sto male tutt’ora). Così ieri mattina sono andato da un medico che si presume sia bravo, e dopo avergli spiegato i sintomi mi ha detto che secondo lui ho avuto un sovraccarico del sistema neurovegetativo. Anche perché dormo poco e male, sto troppo tempo al computer, soffro parecchio di ansia eccetera. La visita ha deluso le mie aspettative perché io speravo che mi desse un farmaco che mi facesse passare tutto (ragazzi dopo una settimana uno si rompe un po’ le scatole eh) e invece mi ha dato delle gocce alle erbe (valeriana e altre) che contengono anche vitamine, le quali dovrebbero calmarmi. E mi ha detto che per gli occhi potrei usare un collirio. Nei prossimi giorni dovrei prenotare una visita da un oculista.
    Ora, sinceramente le gocce non mi dispiacciono perché, sebbene non abbiano avuto effetto ieri, stamattina un po’ mi hanno calmato (mi sono svegliato dagli incubi in preda ad un ansia terribile che non se ne andava più) tuttavia ritengo che la diagnosi in sé sia molto parziale. Si, sicuramente dovrei dormire meglio, sicuramente dovrei stare di meno al computer, sicuramente dovrei stare più tranquillo in generale, ma boh, secondo me il fattore scatenante non risiede in questo. Non dico di essere felice ma ho attraversato momenti ben peggiori, al computer una volta ci stavo il triplo e quando mi ha lasciato la mia prima ragazza la notte dormivo ancora peggio. Oltretutto sono andato in palestra fino a qualche giorno prima di Martedì, non mi sono stancato eccessivamente e anzi mi sono divertito molto. Certo, il medico è lui non io, però non mi convince molto questa storia. Aggiungerei ai sintomi che la notte spesso ho incubi o che mi sveglio disidratato (è da un po’ di tempo che se bevo non mi disseto e ho sete due minuti dopo).

    Sto cercando di fare venire ogni giorno qualche amico a casa mia per distrarmi e soprattutto per non stare troppo attaccato agli schermi, ma questa presunta stanchezza sta durando troppo, e sicuramente non sarei andato dal medico se fosse passato subito. Quindi sentirmi dire “hai solo bisogno di riposare e stare tranquillo” un po’ me li fa girare, capitemi.
    E da quando il medico mi ha detto questa cosa io chiaramente mi sono agitato perché mi sento etichettato come un esaurito e non so manco quando e se ne uscirò. Forse farò la fine di Nietzsche, sconfitto dalla grandezza dei miei stessi pensieri, e le mie opere saranno pubblicate postume con enorme successo…
    Certo, con la differenza che io non ero nessuno mentre Nietzsche è il più grande filosofo nato sulla Terra.
    Ho pensato, anche un po’ per illudermi, che magari ho solo un’infiammazione del nervo ottico (visto il problema con la luce), il quale, essendo collegato direttamente al cervello, magari manda segnali deviati ed io starei uscendo pazzo per questo. Se così fosse il medico avrebbe creato solamente allarmismo. Non lo so, ma penso che l’oculista saprà dirmi di più, e magari mi prescriverà un collirio. Perché, a prescindere se la fotosensibilità sia la causa o una conseguenza, sento dentro che deriva tutto da lì, ossia che risolto quel problema passerà tutto.

    E niente, se avete consigli, specie su cosa posso fare nella semioscurità visto che mi annoio e la luce mi dà fastidio, accetto consigli. Chiudo dicendo che la raccoltà poetica “Absentia” è collegata proprio a questi miei mali, e si riferisce all’assenza della buona salute e da tutto ciò che ne consegue.

    Scusate se forse ho scritto male o sono stato ripetitivo, ma non ho proprio intenzione di rileggere quello che ho scritto

Absentia II

Due tigri danzano
sulle spume vorticose
del mondo

La quiete irrequieta
di impulso arcano , agita
le membra sul fiume
ostile della discontinua

visuale , lega carne
e piacere , cucire a
pelle la carne e
il piacere

La quiete dolce
e contemplativa , soffia
sulle ceneri
nere , copre
il silenzio
assordante del mondo

che è divenire
e rinascere morbidi
al suolo

morire
al tempo costruito
dall’opera filosofica

e urlare l’anima
in eterno […] all’eterno …

solo , costruiti
a mano dal suolo […]

gridare […] sulle
vette d’argento
[…] del mondo

soli […] la quiete
rinasce
[…] a vita …

le tigri […] ruggiscono
sulle spume
vorticose del mondo …

[…]

Absentia I

Il sangue
scorre indietro nelle
vene , cellule avide
di poesia , è sparso il

sangue della poesia
e consacra la
terra bianca
e fulgida di gente

sulle vie
lontane , troppe prospettive
accavallate per una
storia caduta
come pioggia

nella valle
di guerra , la mia , la
tua , uccide
le distanze

e tu
raccogli i giorni
a grappoli , lavori con
la polvere disciolta
in bocca , al centro
ma non in vista

e i risvegli
dal sonno di universi , sputi
sangue e arte
dalle narici

la vita sigillata nei
rifugi di cui
dio ha parlato

dove i segreti
si trascinano ai tuoi occhi
di impulso cosmico

che hanno il sapore
vivo di coscienza